Come fare un sistema di videosorveglianza fai da te

Ci sono un sacco di motivi che spingono le persone a creare un sistema di monitoraggio video fai-da-te per la propria casa o ufficio. A volte si vuole semplicemente integrare un sistema di sicurezza, alla luce delle sempre più numerose effrazioni, a volte è solo per tenere d’occhio le cose quando non ci siete.

Ci sono varie opzioni per chi vuole una soluzione chiavi in ​​mano, che vanno dai sistemi installati e monitorati da professionisti alle semplici opzioni plug-and-play, come ad es. le camere IP, che si collegano direttamente a un modem senza la necessità di avere un computer acceso. Ma tutti i sistemiche si legano a un fornitore di cloud, che ottiene l’accesso ai dati e ve li imette a disposizione sul vostro PC o smartphone, in genere richiedono un canone mensile.

Prima di acquistare qualunque sistema, però, è necessario pensare quali aree si desidera monitorare, e di quante telecamere si ha bisogno per raggiungere la copertura voluta. Le telecamere di sicurezza, che spesso permettono di registrare le immagini e in alternativa di rilevare il movimento, sono disponibili in tutte le forme e dimensioni, a cominciare ad esempio da quelle che si applicano alla porta d’ingresso, ovvero allo spioncino oppure vicino al campanello.

Le videocamere che si applicano al posto dello spioncino tradizionale della porta, in genere, aggiungono non solo la capacità di ascoltare e di parlare con i visitatori senza aprire la porta, ma alcune permettono di farlo anche quando non siete a casa. I dispositivi consentono di visualizzare il flusso in diretta di immagini dalla telecamera-spioncino sullo smartphone, e di parlare con la persona alla porta attraverso un altoparlante, per cui ai ladri sembra che qualcuno sia in casa.

Per coprire gli altri casi di sicurezza, è necessario avere una o più videocamere di uso generale. Le telecamere di sicurezza per esterni sono dotate di una varietà di campi di vista. Prima di sceglierne una, si potrebbe desiderare di delineare l’area che si desidera coprire. Più ampio è il campo visivo, minore è la quantità di dettagli che è possibile catturare per una data risoluzione della videocamera. Alcune fotocamere offrono anche controlli di pan e zoom remoti.

Inoltre, è necessario pensare se il monitoraggio avviene di giorno, od occorre una capacità di visione notturna, o entrambe. Le videocamere RGB ad alta risoluzione sono le migliori per l’uso diurno, ma se avete bisogno della visione notturna, sceglietene una che abbia anche emettitori infrarossi (IR) ad alta potenza ed una buona sensibilità IR. Ad es., vi sono videocamere in grado di catturare sia video 1080p sia foto da 14 megapixel dopo ogni evento di movimento.

Successivamente, è necessario pensare a come le videocamere saranno cablate e alimentate. Una soluzione pulita è quella di utilizzare i modelli che supportano il Power over Ethernet (PoE) e quindi necessitano di un singolo cavo. Anche il Wi-Fi è un’opzione, ma spesso nei luoghi all’aperto vi è una cattiva ricezione dal router all’interno, quindi non si può ottenere la qualità video piena. Il funzionamento a batteria è una possibilità, ma occorre monitorare e sostituire le batterie.

La registrazione 24/7, in effetti, usura le batterie rapidamente, e gli emettitori IR per l’uso notturno consumano energia. Molti sistemi di videosorveglianza sono dotati di un proprio software proprietario per il monitoraggio video, di rilevamento del movimento, e di accesso remoto, solitamente in grado di gestire più videocamere. Il software può essere settato per stabilire dove le registrazioni andranno e se si desidera essere avvisati sui movimenti in tempo reale.

Molte videocamere semplici si affidano a sistemi di salvataggio delle registrazioni video su cloud a pagamento. Supponendo che i criminali non abbiano tagliato la connessione Internet, lo storage su cloud è almeno al sicuro da manomissioni in loco. Tuttavia, di solito non è pratico per la registrazione 24/7. Un’opzione più semplice è una scheda SD, come offerto su molte videocamere “stand-alone”, finché lo spazio si satura e le nuove registrazioni cancellano le vecchie.

La registrazione su schede SD funziona bene sia per la registrazione attivata dal movimento sia per quella continua. L’aspetto negativo di questo tipo di supporto di archiviazione dei dati è che un ladro può semplicemente estrarre la scheda SD dalla videocamera e portarla via con sé. Alcune videocamere hanno perciò una unità di base che contiene la scheda SD separata dalla videocamera, la quale può essere collocata in un luogo più sicuro, come ad esempio un armadio chiuso a chiave.



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *