Come filtrare l’acqua piovana fai da te

Oggi nella pioggia ci sono molte più sostanze inquinanti, e siamo più consapevoli dei rischi nel bere l’acqua piovana. Ora sappiamo che l’Escherichia coli e altri batteri nocivi possono passare nell’acqua non trattata, contaminandola. D’altra parte, la raccolta dell’acqua piovana è vista da molti esperti come una soluzione parziale ai problemi posti dalla scarsità d’acqua: la siccità, la desertificazione, etc.

L’acqua piovana raccolta nei Paesi sviluppati viene usata principalmente per l’irrigazione. Tuttavia, vi è un crescente interesse ad utilizzare l’acqua piovana per bere e per altri usi interni. Oltre il 50% delle acque per uso domestico viene usato in ambienti chiusi: portare al chiuso la pioggia permetterebbe di risparmiare le spese ed i costi ambientali di trattamento e trasporto dell’acqua.

L’installazione di apparecchiature di filtraggio e purificazione può rimuovere i contaminanti. In primo luogo, occorre prendere misure per mantenere i corpi estranei fuori dall’acqua piovana in arrivo con filtri alla fine della gronda, prima che entri nel sistema di trasporto. L’utilizzo di tali filtri ridurrà di molto la manutenzione e allungherà la vita del sistema di filtrazione / purificazione.

Anche i migliori sistemi di filtrazione permetteranno a delle particelle indesiderate di finire in un serbatoio dell’acqua piovana. Queste tenderanno a sedimentare in fondo al vostro serbatoio, ed è meglio non disturbarle, non prelevando l’acqua dal fondo del serbatoio. Utilizzate piuttosto un filtro galleggiante, che estrae l’acqua dal centro del serbatoio, lasciando i sedimenti indisturbati.

La filtrazione rimuove i detriti dalle acque. La disinfezione o purificazione che segue, invece, uccide i contaminanti e rimuove le sostanze nocive che possono essere presenti. Per determinare quale tipo di sistema sia necessario, occorre prima fare esaminare l’acqua piovana in un laboratorio affidabile, sennò si spenderebbero soldi in attrezzature che non vi danno acqua potabile.

La filtrazione è inclusa in ogni sistema, anche nei semplici sistemi di irrigazione. Esempi di sistemi di filtrazione sono: filtri a rete, filtri di carta e filtri a carbone. Quasi tutti i sistemi utilizzano filtri multipli. Ad esempio, dopo la gronda e/o un primo dispositivo di scarico, un sistema spesso include due filtri in linea di crescente finezza, un filtro a carbone e uno a luce UV.

I filtri vengono valutati dalla dimensione delle particelle più piccole che sono capaci di filtrare, con i loro diametri misurati in micron. Per confronto, la sabbia ha le dimensioni di circa 100 – 1.000 micron, un capello umano è largo circa 100 micron, una particella di polvere è larga circa 1 micron e un virus può essere inferiore a 0,01 micron. I primi filtri in un sistema sono filtri a cartuccia. Essi sono utilizzati in una serie: ad es., uno da 20 micron seguito da un filtro da 5 micron.

Per i pozzi e sistemi di acqua piovana un filtro più grande (per esempio, da 50 micron) dovrebbe essere usato prima di eliminare la sabbia e le particelle più grandi. Questo filtro dovrebbe essere facilmente accessibile e pulito trimestralmente. Dovrebbe seguire un filtro da 20 o 10 micron, seguito da uno da 10 o 5 micron. Questi vanno puliti almeno annualmente.

I filtri non elimineranno tutte le sostanze presenti nell’acqua. Per creare acqua potabile, la filtrazione è sempre seguita dalla disinfezione. Di conseguenza, i sistemi idrici pubblici aggiungono disinfettanti per distruggere i microrganismi che possono causare malattie nelle persone e negli animali. Ciò è necessario anche per l’acqua piovana, altrimenti non può essere consumata.

L’acqua piovana contiene molti microrganismi. La maggior parte non sono dannosi per noi. Alcuni, tuttavia, possono essere mortali. Questi devono essere eliminati dall’acqua. I tipi di disinfezione includono la clorizzazione, l’ozonizzazione, i raggi ultravioletti (UV), e la filtrazione a membrana. Nel valutare i vari metodi di disinfezione, occorre essere consapevoli del fatto che alcuni, in realtà, creano dei sottoprodotti non sani che hanno bisogno di essere ulteriormente trattati.

L’efficacia della disinfezione dell’acqua piovana viene giudicata cercando un microrganismo indicatore che, se presente, indica che anche altri patogeni più dannosi possono essere presenti. In pratica si fanno fare in laboratorio delle analisi dell’acqua per valutare il parametro “batteri coliformi totali” che, se presenti, indicano che pure altri agenti patogeni possono essere presenti.

Il cloro è stato usato come disinfettante nei sistemi di acqua pubblica per la maggior parte del secolo scorso. L’introduzione del cloro per disinfettare l’acqua ha praticamente eliminato malattie trasmesse dall’acqua come il colera, il tifo, la dissenteria e l’epatite, salvando migliaia di vite. Tuttavia, è spesso denigrata a causa degli effetti collaterali sospetti. L’odore e sapore di cloro possono essere rimossi con un filtro a carbone attivo, detto anche filtro a carbone.



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