Come ossigenare acquario fai da te

In natura, l’ossigeno entra nell’acqua attraverso la diffusione da aria, vento e moto ondoso e tramite la fotosintesi delle piante. I livelli di ossigeno disciolto sono quindi determinati da questi fattori. In un acquario, che non beneficia di questa ossigenazione naturale, i bassi livelli di ossigeno disciolto possono essere pertanto pericolosi per la vita dei pesci.

Per questo negli acquari è necessaria l’aggiunta di impianti per l’ossigenazione dell’acqua. Usando metodi fai-da-te si può avere, al contrario, una sovra-saturazione: livelli di ossigeno superiori a quelli naturali. L’ossigeno si scioglie in acqua e può raggiungere un livello massimo definito punto di saturazione dell’ossigeno. Temperatura, salinità e pressione determinano tale punto. L’aumento della temperatura dell’acqua riduce il punto di saturazione dell’ossigeno.

In un acquario domestico è di solito sufficiente installare una pompa ad aria collegata a una pietra da cui l’aria fuoriesce. Questi dispositivi causano la turbolenza delle acque di superficie, ed aumentano lo scambio di gas tra l’aria e l’acqua. Anche i filtri dell’acquario spesso agitano l’acqua e contribuiscono ad ossigenarla. Si può inoltre promuovere l’ossigenazione tramite a fotosintesi con l’aggiunta di piante acquatiche radicate all’acqua, che necessitano di illuminazione adeguata.

Si possono immaginare altri sistemi per far gorgogliare ossigeno attraverso l’acqua, ma l’uso di una pompa acquistabile online per pochi euro rappresenta senz’altro la soluzione migliore. Il problema, semmai, potrebbe presentarsi in caso di un black-out elettrico prolungato. Che si tratti di alcune ore o più giorni, si può creare il caos ed eventualmente può uccidere i pesci.

La prima cosa da fare in questi casi è quella di staccare tutti i filtri. Questo perché le tossine dannose possono accumularsi nel vostro filtro. Quando l’alimentazione si riaccende, tali tossine ritorneranno nel vostro acquario rappresentando un pericolo mortale per i pesci e altri suoi abitanti, in particolare per le specie delicate come i gamberetti ornamentali. Per evitare qualsiasi tipo di tossine, sciacquate il filtro e ripulitelo prima di rialimentare l’acquario.

Se non si è a casa quando la corrente va via, sarebbe saggio fare un cambio d’acqua del 25-50% quando si rincasa per eliminare tutte le tossine accumulate nel filtro, quando l’alimentazione era spenta. Successivamente, occorre dare ai vostri pesci dell’ossigeno, almeno con un movimento dell’acqua per produrre un po’ di ossigeno. La soluzione migliore, però, è quella di avere una pompa ad aria alimentata a batteria come back up per situazioni come questa.

Le pompe d’aria alimentate a batteria costano da pochi euro a qualche decina di euro, a seconda di dove le si acquista. Alcune di queste pompe d’aria sono fornite in un kit dotato addirittura di un caricabatterie elettrico, per cui se le batterie sono scariche, è possibile ricaricarle se si dispone di un generatore, oppure basta comprare delle pile nuove in qualche negozio.

Un sistema fai-da-te per fornire ossigeno a un acquario durante un black-out è quello di usare del perossido di idrogeno, comunemente noto come acqua ossigenata, che possiamo conservare in casa. Il perossido di idrogeno, infatti, si scompone in ossigeno e acqua. Se si riesce a controllare questa rottura, il potenziale è quello di fornire ossigeno nella sua forma più pura con pochissima spesa e grandi risultati. L’uso di questo metodo per salvare i pesci potrebbe rivelarsi estremamente utile.



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